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Una maratona per i protici di Bologna
04
giu
Una maratona per i protici di Bologna

Una maratona di 42 km per la candidatura dei portici di Bologna a patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

L’idea è stata lanciata da Corriere di Bologna e il sindaco Virginio Merola l’ha accolta con favore, proponendosi come maratoneta insieme a professionisti e semplici appassionati che vorranno cimentarsi nel percorso. L’adesione pubblica del primo cittadino è arrivata durante l’inaugurazione della 17esima edizione della Borsa del Turismo delle 100 città d’Arte d’Italia. Prima di lui avevano già dato parere favorevole alcuni assessori comunali, il rettore Ivano Dionigi, la Curia cittadina e la Soprintendenza. Il percorso non è stato scelto a caso ma corrisponde alla lunghezza del perimetro dei portici, costruiti in legno sul finire del XIII secolo, tardo Medioevo, quando per statuto comunale ogni abitazione doveva avere un portico pospiciente. Nel 1568, con un nuovo decreto, vennero convertiti in muratura ma, ancora oggi, sopravvivono alcuni edifici con portico annesso, in legno. I portici si resero necessari per accogliere il vasto numero di letterati e studenti che affollavano il capoluogo emiliano perché attratti dall’università: davano riparo e permettevano di rendere abitabili anche i locali a pianterreno. Non esiste un’ altra città con tanti portici come Bologna, amati e celebrati, anche, dallo scrittore francese Stendhal che, nel suo ‘Voyages en Italie’, del 1826, scrisse: ‘sovente alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: com’è bello!’.

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