Racconti della rete

S come Silenzio – La tartaruga troppo Chiaccherona
23
nov
S come Silenzio – La tartaruga troppo Chiaccherona

In un grande lago, ai piedi di una montagna, viveva una tartaruga. Molti animali venivano a cercare da mangiare in quelle acque calme, e così la tartaruga era diventata amica di due bei cigni selvatici.

Ogni inverno i cigni andavano a visitare la loro amica. La tartaruga raccontava loro tutti i fatti accaduti agli abitanti del lago, criticando e commentando la vita di tutti.    – Quest’autunno il vecchio luccio si è fatto prendere dai pescatori. Quel povero idiota diceva sempre che conosceva tutte le astuzie degli uomini. E si è fatto prendere nel modo più stupido: una mosca sull’amo! Ah, ha avuto ciò che si meritava. Che sciocco, amici! E continuò a spettegolare per tutto il giorno, senza risparmiare nessuno.

Venne la primavera, e i cigni si prepararono a volare oltre le montagne. Al mattino della partenza, la tartaruga disse tristemente ai suoi due amici: – Come vorrei venire anch’io oltre le montagne! Mi annoio tanto quando non ci siete! Non c’è nessuno con cui parlare. Sfortunatamente non ho un paio di ali, dunque aspetterò il vostro ritorno per rivedervi…

I cigni rifletterono un momento e, conoscendo le debolezze della loro amica, le chiesero: – Riusciresti a tenere a tenere la bocca chiusa e a non parlare per tutto il viaggio? – Certo, – rispose la tartaruga – sarà facile tacere. Non sono come la signora Ranocchio. Che gracida senza dire niente e non sa neanche quello che racconta, poveretta.    – Bene,- disse un cigno interrompendola, – mordi forte questo bastone. Noi afferreremo le due estremità con il becco, e così ti solleveremo in aria. Ma mi raccomando: non aprire la bocca, altrimenti precipiti.

E i tre amici volarono verso le montagne. Viste dall’alto, le acque limpide del lago sembravano uno specchio d’argento. Sorvolarono valli verdeggianti e colline fiorite prima di raggiungere le nevi immacolate delle montagne. Dall’altra parte delle cime innevate attraversarono pianure fertili, poi passarono sopra un piccolo villaggio. Dei bambini che giocavano in strada li videro.

- Guardate!- gridarono saltando e gesticolando. – Guardate, una tartaruga nel cielo portata da due cigni! La tartaruga, nel sentire tutti quegli schiamazzi, cominciò ad agitarsi. “ Fatavi gli affari vostri!” pensò. “ Se volo con i miei amici, a voi cosa importa?” Ma dovendo tenersi stretta al bastone, non poté rispondere a quei ragazzacci.

Più lontano sorvolarono una città. Lo strano convoglio non passò inosservato. I passanti indicavano la tartaruga gridando: – Una tartaruga volante! Una tartaruga volante!- E si sbellicavano dalle risate perché il trio sembrava molto divertente. La tartaruga, nel vedere che la folla rideva di lei, dimenticò la raccomandazione dei cigni. Presa dalla collera, aprì la bocca per insultare gli abitanti che la stavano prendendo in giro.

Ma non riuscì a dire neanche una parola: cadendo a un’altezza vertiginosa e si frantumò nella piazza della città. “Valgono più il silenzio di tante parole inutili” pensarono i due cigni, allontanandosi tristemente.

 

Racconto di Buddha

 

Tratto dal libro “L’alfabeto della saggezza”, Johanna Marin Coles e Lydia Marin Ross (Edizioni EL, 2001)