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‘Quelli che…’: Bologna rende omaggio a Enzo Jannacci
18
giu
‘Quelli che…’: Bologna rende omaggio a Enzo Jannacci

Questa sera, al Take Five Music Club, di via Cartoleria 15,  ‘Quelli che…’, omaggio di Bologna a Enzo Jannacci, il medico-musicista e attore meneghino scomparso il 29 marzo scorso.

A ricordare Jannacci, interpretando le sue canzoni e i suoi monologhi, artisti che l’hanno conosciuto, che hanno frequentato i suoi laboratori teatrali milanesi o che nei loro show hanno sempre proposto parte del suo repertorio, talvolta surreale ma, molto spesso, ancorato alla vivida realtà, come ‘Vincenzina e la fabbrica’ o ‘El purtava i scarp del tennis’ o ‘La ballata del Cerutti Gino’, tanto per citare alcune delle sue canzoni più famose. Uno spettacolo vero e proprio, l’omaggio bolognese a Jannacci, in cui si ripercorrono tutte le fasi della sua carriera artistica. Jannacci, in quasi 50 anni di attività, ha pubblicato 30 album, uno con un altro grande musicista milanese, Giorgio Gaber; composto 8 colonne sonore; scritto 4 libri, uno con Beppe Viola e uno con Dario Fo; interpretato 8 film, diretti da grandi registi italiani come Lina Wertmukler, Ettore Scola, Mario Monicelli e Marco Ferreri; duettato con tutto il mondo della canzone italiana, da Mina a Milva, da Adriano Celentano a Claudio Baglioni, da Paolo Conte a Gino Paoli, da Ligabue a Francesco Guccini, dall’immancabile schiera meneghina, Giorgio Gaber, Dario Fo, Cochi e Renato a molti altri. Ha recitato in teatro e si è esibito al Derby, uno dei cabaret più famosi di Milano. Ma Jannacci non è stato solo un grande artista. Laureato in medicina a Milano nel 1967, consegue la specializzazione in chirurgia generale in Sudafrica, nell’équipe di Christiaan Barnard. Alla fine degli anni ’50 crea un sodalizio con Giorgio Gaber, ‘I Due Cirsari’, che cementa un’amicizia fraterna, fino alla morte di Gaber nel 2003. Nei suoi dischi Jannacci ha raccontato una Milano vera,  specchio di un’Italia che oggi quasi non c’è più e che stasera rivivrà nelle note con cui lo omaggerà Bologna, anche, con l’indimenticabile tormentone del 1967 ‘Vengo anch’io. no tu no’.

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