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Perché la boxe è una maestra di vita
14
lug
Perché la boxe è una maestra di vita

Simone Rotolo, campione italiano dei pesi medi, ha deciso di appendere i guantoni al chiodo, nonstante la boxe continui a essere la sua maestra di vita.

Il suo carnet di boxeur vanta 35 vittorie, di cui 15 per ko, su 39 incontri disputati da professionista, un titolo italiano supewelter e due titoli di campione intercontinentale Wba dei supewelter. Nonostante ciò, il 36enne pugile bolognese, dopo 21 anni di carriera nella boxe ha detto basta. E svela le sue ragioni in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’. Un problema alla spalla che lo tormenta da qualche tempo, l’età che avanza e la consapevolezza, ormai, di non poter superare certi limiti. Ma si ritiene soddisfatto della sua carriera agonistica. La boxe, spiega Rotolo, gli ha insegnato la capacità di autocontrollarsi, di restare lucidi e quella di prendere decisioni in breve tempo. Tutte ‘virtù’ utilissime nella sia nella vita di tutti i giorni che sul lavoro. Tanto più se, spesso, hai a che fare con il popolo della notte, come il pugile bolognese, che si occupa di sicurezza in discoteca. Rotolo consiglia ai ragazzini di praticare questo sport, magari anche a livello agonistico, ricordandosi che è tanto sacrificio, sudore, fatica ma, anche, tanta soddisfazione e tante emozioni uniche. Ci si arricchisce l’anima, non il portafogli, nonostante la boxe, pare, stia uscendo da un lungo periodo buio, di crisi. Adesso che ha chiuso con la boxe, Rotolo spera di entrare nel corpo dei Vigili del Fuoco, poi ha preso il brevetto da bagnino e dulcis in fundo, visto che il primo amore non si scorda mai, sarebbe disposto a dare lezioni di boxe. Tanto per non allontanarsi troppo dal ring.

(Photocredit)