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La ragazza con l’orecchino di perla
14
nov
La ragazza con l’orecchino di perla
Bologna dei record. In 8 ore sono stati venduti 15.000 biglietti per la mostra ’Golden Age della pittura olandese’, che sarà allestita a Palazzo Fava, dall’8 febbraio al 25 maggio 2014. Star dell’esposizione ’La ragazza con l’orecchino di perla‘ di Jan Vermeer, custodita al Mauritshuis Museum de L’Aja, che insieme alla ’Gioconda’ di Leonardo da Vinci e a ’L'urlo’ di Munch, è una delle opere più amate, riprodotte e famose del mondo.
Prima di approdare in Italia, ’La ragazza con l’orecchino di perla’ è stata esposta in Giappone e negli Stati Uniti, al momento si trova a New York. Ultima tappa della sua tournée mondiale, Bologna, appunto, l’unica europea. Accanto a ’La ragazza con l’orecchino di perla’, ci saranno altri dipinti di Vermeer, di Rembrant, Hals e altri pittori olandesi del ’600, per un totale di 36 capolavori. La vita di Jan Vermeer, artista non altrettanto noto quanto il suo quadro, è avvolta nel mistero. Di lui non si conosce, nemmeno, la data di nascita. Si sa, solo, che è stato battezzato il 31 ottobre 1632, nella chiesa protestante di Delft. Il padre era un tessitore, un commerciante di opere d’arte e un locandiere. Ereditati gli affari del padre, alla sua morte, Vermeer sposò una donna cattolica, Catherina, con cui ebbe 14 figli, molto più ricca di lui, e visse, con lei, per tutta la vita, nella casa della suocera, Maria Thins che sostenne, soprattutto economicamente, il genero nella sua carriera artistica, che no. Fu fortunatissima, nonostante uno dei suoi mecenati fu il ricchissimo Pieter Van Ruijven, che acquistò molti suoi dipinti. Vermeer morì nel 1675, lasciando una misera eredità e molti debiti. Secondo la moglie, a ucciderlo, fu lo stress per i problemi economici. Nei primi del ’900, Vermeer era molto gettonato tra i falsari, il più famoso era l’olandese Han van Meegeren che piazzò dei falsi dipinti, spacciando lì per veri, a collezionisti e musei europei, aiutato dalla mancanza di documentazione sull’artista che sale alla ribalta a fine ’800, grazie al critico francese Théophile Thoré-Bürger. Il capolavoro di Vermeer, ’La ragazza con l’orecchino di perla’, il cui titolo originale è ’Ragazza col turbante’, dipinta tra il 1665 e il 1666, ha ispirato, anche, un romanzo omonimo, di Tracy Chevalier da cui è stato tratto il film di Peter Webber, 2003, con protagonista Scarlett Johansson, nei panni di una ragazza olandese di Delft, Griet, del 1665, figlia di un pittore di ceramiche cieco, che lavora come servetta a casa di Jan Vermeer, interpretato da Colin Firth. Lei si appassiona alla pittura e lui le insegna come preparare i colori. Il mecenate di Vermeer s’invaghisce di Griet e visto che non può averla, commissiona a Vermeer il ritratto della ragazza. I rapporti, tra pittore e modella, grazie al quadro, diventano sempre più stretti, finché, terminata l’opera, la moglie di Vermeer, con la quale era ai ferri corti, scopre la liaison e allontana la ragazza, ritratta dal marito con i suoi orecchini di perle. Alla morte del pittore, la moglie farà recapitare gli orecchini a Griet, che nel frattempo ha un compagno, come eredità. E sempre per celebrare l’arrivo, a Bologna, de ‘La ragazza con l’orecchino di perla’, Marina Marchioni ha riprodotto il quadro con il cioccolato, per il ’Cioccoshow‘, manifestazione alla nona edizione, fino a domenica 17 novembre, con 70 espositori da tutta Italia e dal Belgio, tra piazza Maggiore, piazza Nettuno, piazza Re Enzo, via Orefici e l’Archiginnasio.
(Photocredit)