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Francesco Guccini non scriverà più canzoni, solo libri
28
giu
Francesco Guccini non scriverà più canzoni, solo libri

Francesco Guccini si ritira dalle scene.

L’ha annunciato, qualche giorno fa, dal palco di Musicultura, a Macerata. Smette di suonare perché si sente stanco, non ha più voglia di scrivere canzoni. Continuerà, però, a cantare per gli amici e a scrivere libri. A portare avanti la sua musica, I Musici, la band che da anni lo accompagna dal vivo. E, proprio, fare le ore piccole con i suoi musicisti, dopo i concerti, sarà una delle cose che gli mancheranno di più. Francesco Guccini, classe 1940, debutta nel 1967, con l’album ‘Folk beat n.1′ ma ha iniziato a esibirsi nel 1958, con un’orchestra da balera. Alcune delle sue canzoni più famose furono portate al successo da altri, come ‘Auschwitz’, hit dell’Equipe84 e ‘Noi non ci saremo’, interpretata dai Nomadi, che incisero, anche, ‘Dio è morto’. La canzone fu elogiata, anche, da papa Paolo VI e trasmessa da Radio Vaticana, mentre venne censurata, per blasfemia, dalla Rai. Nel 1972 esce l’album ‘Radici’, che contiene il celebre brano ‘La locomotiva’. E’ stato cronista alla Gazzetta di Modena per 2 anni. Folgorante fu l’intervista a Domenico Modugno: dopo il loro incontro scrisse la sua prima canzone, ‘L’antisociale’. Dal 1967 al 1968 collaborò alla pubblicità dell’Amarena Fabbri per Carosello, con protagonisti ‘Salomone pirata paioccone’ e ‘Manodifata’, il suo aiutante, sui quali scrisse una canzone per bambini. Come scrittore, Guccini ha pubblicato una trilogia autobiografica, ‘Croniche epifaniche’, ‘Vacca d’un cane’ e ‘Cittanova blues’; i romanzi noir, a quattro mani con Loriano Macchiavelli, ‘Macaroni’, ‘Un disco dei Platters’, ‘Lo spirito e altri briganti’ e ‘Tango e gli altri’, che narrano le avventure del maresciallo Santovito; saggi, in collaborazione con altri autori, su diverse tematiche, tra cui quella, a lui molto cara, dei diritti umani. Nel 1998 redige un dizionario di dialetto di Pavano, il paesino sugli Appennini tosco-emiliani dove ha passato la sua infanzia e, nel 2010, Mondadori pubblica l’ultima autobiografia, in ordine di tempo, ‘Non so che viso avesse’, strofa iniziale de ‘La locomotiva’. Ha sceneggiato diversi fumetti, ‘Vita e morte del brigante Bobini detto ‘Gnicche”, con disegni di Francesco Rubino, ‘Lo sconosciuto’, illustrato da Magnus e ‘Storie dello spazio profondo’, su tavole di Bonvi, suo grande amico. Come attore, ha debuttato nel 1976 in ‘Fantasia, ma non troppo, per violino’, episodio di Gianfranco Mingozzi, per la serie televisiva ‘Raccontare la città’, a cui sono seguiti ruoli in ‘I giorni cantati’ e ‘Ignazio’ di Paolo Pietrangeli; ‘Musica per vecchi animali’, di Umberto Angelucci e Stefano Benni; ‘Radiofreccia’ di Ligabue; ‘Ormai è fatta’ di Enzo Monteleone; ‘Ti amo in tutte le lingue del mondo’, ‘Una moglie bellissima’ e ‘Io & Marylin’, diretti da Leonardo Pieraccioni. Sempre al cinema, ha prestato alcune sue canzoni e a scritto la colonna sonora del film di Salvatore Samperi, ‘Nené’. Ha concluso la sua carriera musicale con l’album ‘L’ultima Thule’, uscito a novembre 2012, che ha venduto 60.000 copie, conquistando il disco di platino.

(Photocredit)