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Björk e l’Islanda in mostra a Bologna
07
lug
Björk e l’Islanda in mostra a Bologna

‘Björk. Violently Happy in Iceland’: una mostra dedicata alla cantante nordeuropea e alla sua terra, l’Islanda, alla galleria ONO Arte Contemporanea di Bologna.

Aurora boreale, natura incontaminata e un paesaggio mozzafiato sono le caratteristiche di quest’isola vicino ai ghiacci. Per supplire a questo isolamento, talvolta desolante, i suoi abitanti hanno sviluppato una grande creatività, soprattutto in ambito musicale con band leggendarie come i Mùm, i Matmos, i Sigur Ròs e i Of Monsters and Men. Ma la regina della musica islandese è, senza dubbio, Björk. Nata nella capitale, Reykjavìk, nel 1965, esordisce a 11 anni, quando il suo insegnante di pianoforte porta le registrazione del brano ‘I love to love’ di Tina Charles, inciso dalla ragazzina, all’emittente nazionale Radio One. Come nella migliore tradizione rock, la sente un talent scout dell’etichetta discografica Falkìnn che le fa incidere il suo primo album eponimo, nel 1977. Negli anni dell’adolescenza, Björk passa dal punk alla jazz fusion, incidendo un secondo album, nel 1983, ‘Miranda’, con la sua band ‘Tappi Tikarrass’. Con il nuovo gruppo KUKL, la ragazzina prodigio incide 2 dischi, ‘The Eye’ nel 1984 e ‘Holidays in Europe’ nel 1986, oltre a due tournée a seguito dei Crass, una in Islanda e l’altra in Gran Bretagna. Ma il successo vero arriva nel 1988, con i The Sugarcubes, nati dalle ceneri dei KUKL, e il loro primo album ‘Life’s too good’. Nel 1992 Björk si trasferisce a Londra e inizia la sua carriera solista, con il singolo ‘Human behaviour’, a cui fa seguito, nel 1993, l’album ‘Debut’. Ed è successo planetario, come la sua prova cinematografica nel 1999, nel ruolo di Selma nel film di Lars von Trier, ‘Dancer in the dark‘ che le valse la palma d’oro come migliore attrice al Festival di Cannes del 2000. La mostra della ONO Arte Contemporanea si è focalizzata sul passaggio di Björk da giovane promessa creativa a star internazionale, capace di andare i confini della musica. Questa cifra poliedrica è peculiare di tutti gli artisti islandesi, come, ad a esempio, i Sigur Ròs, band scoperta dalla stessa Björk, che creano un tutt’uno estetico tra la loro musica, le cover dei loro cd e i videoclip. Oltre ai 50 scatti inediti in Italia, la mostra bolognese ha, anche, una sezione dedicata ai videoclip dei gruppi islandesi. L’esposizione resterà aperta fino al 19 settembre.
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